Il 15, 16 e 17 ottobre, presso la Sala Roja Concha Velasco dei Teatros del Canal, la Batsheva Dance Company presenta in anteprima in Spagna una delle creazioni più emblematiche del coreografo israeliano Ohad Naharin, un’opera diventata un punto di riferimento della danza contemporanea internazionale sin dalla sua prima nel 2011.
Considerata uno dei titoli immancabili del repertorio della compagnia, l’opera ha ottenuto il riconoscimento della critica internazionale. Costruito a partire da una successione di scene (i 21 "campi" che danno il nome alla produzione), lo spettacolo propone un percorso fisico ed emotivo in cui i corpi esplorano molteplici forme di relazione, movimento e trasformazione. La coreografia mantiene una tensione costante tra diversi piani dell’esistenza, generando uno spazio carico di mistero che invita gli spettatori a scoprire nuovi significati in ogni rappresentazione.
L’esperienza scenica comincia ancor prima che la danza abbia inizio. Un ronzio costante avvolge la sala mentre il pubblico prende posto e, dopo lo spegnimento delle luci, un unico riflettore illumina il palcoscenico. Senza alcuna transizione, gli spettatori vengono trasportati in uno spazio apparentemente vuoto che, a poco a poco, si riempie di corpi in movimento. Come se prendessero parte a un rituale dal potere ipnotico, i ballerini costruiscono un universo visivo e sensoriale dal quale è difficile distogliere lo sguardo, confermando il potere evocativo di un’opera che continua a rappresentare una delle grandi pietre miliari della danza moderna.
La Batsheva Dance Company è una delle compagnie di danza più prestigiose e influenti al mondo. Fondata nel 1964 a Tel Aviv (Israele) dalla baronessa Batsheva de Rothschild e dalla coreografa statunitense Martha Graham, la compagnia si è affermata come punto di riferimento internazionale grazie alla sua costante ricerca di nuovi linguaggi scenici.
Dal 1990, sotto la direzione artistica del coreografo Ohad Naharin, la compagnia ha sviluppato un’identità propria basata su un movimento di grande intensità fisica ed espressiva, strettamente legato al linguaggio corporeo Gaga, un metodo di ricerca del movimento creato dallo stesso Naharin. Il suo repertorio combina opere del coreografo israeliano con creazioni di eminenti artisti ospiti, tra cui figurano Decadance, Last Work e Naharin's Virus.
Scheda artistica:
- Coreografia - Ohad Naharin
- Interpreti - ballerini della Batsheva Dance Company, stagione 2026–2027: Yarden Bareket, Amit Ben-Yesh Abramov, Adi Blumenreich, Emil Brukman, Nathan Chipps, Eddieomar Gonzalez-Castillo, Londiwe Khoza, Nouhoum Koita, Larissa Leung, Ori Manor, Maya Marom, Roee Mazurik, Celia Merai, Sofiia Pikalova, Igor Ptashenchuk, Leann Reizer, Kelis Robinson, Gili Yaniv Amodai e Yarden Zana
- Progetto illuminotecnico - Avi Yona Bueno (Bambi)
- Design dei costumi - Ariel Cohen
- Colonna sonora - Maxim Waratt
- Grafica dei titoli video - Raz Friedman
- Musica - Pictures di Ohad Fishof & Maxim Warrat / Stones Start Spinning di David Darling / Calligraphy di Tomoko Sauvage / Music of A Desire di David Darling / La Clé di Jun Miyake / After the Requiem (1990) di Gavin Bryars / Diane & Camilla di Angelo Badalamenti / Untitled (Side A) di Junko / Remembering Our Mothers di David Darling, tra gli altri brani
- Lo spettacolo è dedicato a Noa Eshkol (1924-2007), ideatrice del Metodo e della notazione dei movimenti Eshkol-Wachman
Durata: 1 ora e 15 minuti circa (senza intervallo)
Avviso: in alcuni passaggi il volume risulta particolarmente elevato